Cos’è il Cloud Computing Cos'è il Cloud, i servizi che offre e le differenze tra Cloud Pubblico, Cloud Privato e Ibrido.

Visto che sempre più spesso si sente parlare di Cloud, ci sembra doveroso scrivere questo articolo per fare un po di chiarezza sul Cloud Computing. Quando si parla di Cloud si pensa subito al Cloud Storage, divenuto di largo uso grazie a servizi quali Drop Box, Google Drive e Microsoft One Drive… ne abbiamo già parlato nell’articolo Servizi Cloud a confronto (leggi l’articolo); ma il Cloud Computing è molto di più.

Cos’è il Cloud Computing

Con il termine Cloud Computing si identifica una serie di risorse e servizi quali l’archiviazione, l’elaborazione e la trasmissione dei dati, attraverso risorse distribuite sulla rete. Nella pratica si tratta di sfruttare risorse hardware e/o software rese disponibili tramite Server appositamente configurati, che come vedremo possono essere di tipo pubblico o privato.

Cloud struttura

Perché il Cloud Computing

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’idea alla base del cloud computing è tutt’altro che recente. Il concetto infatti può essere ricondotto al modello basato sui mainframe, diffuso negli anni 60 e 70 agli inizi dell’epoca dell’Information Tecnology.

Il Cloud computing così come lo conosciamo oggi si è invece sviluppato a partire dagli anni 2000, parallelamente alla crescita sempre maggiore di Internet e grazie a colossi quali Microsoft, IBM e Amazon, solo per citarne alcuni.

Probabilmente ti starai chiedendo “Ok, sembra interessante, ma di cosa si tratta realmente e perché dovrei utilizzarlo?”

In questo momento senza saperlo è molto probabile che tu stia già usando il cloud computing in qualche modo! Quando usi servizi quali la posta elettronica online, ascolti musica online, guardi film in streaming, archivi file o immagini, è probabile che questo sia possibile per mezzo del cloud computing.

Ma andiamo con ordine:

Come spesso accade, l’offerta di un servizio nasce per risolvere o semplificare problemi concreti.

Ogni organizzazione o azienda a prescindere dalla dimensione a dal settore in cui opera (produzione di beni o servizi), ha bisogno di una infrastruttura informatica per gestire e svolgere la propria attività.

Nel modello classico questo prevede l’acquisto e implementazione dei sistemi informatici, con un elevato investimento iniziale, oltre ai costi di gestione, manutenzione e assistenza. In poche parole costi molto elevati in termini economici e di risorse umane. Il cloud computing, in particolare nella versione pubblica, si pone come alternativa a questi costi fissi, alleggerendo il cliente finale di tutte le problematiche relative alla gestione fisica delle risorse.

Dall’altra parte il Cloud Provider, ovvero il fornitore dei servizi cloud, attraverso il sistema della virtualizzazione può suddividere le risorse tra più clienti permettendo di sfruttare al meglio l’hardware sottostante. Questo consente di offrire servizi su misura e dai costi più accessibili per i clienti finali.

Cosa offre il cloud computing

L’implementazione del Cloud Computing si concretizza generalmente attraverso tre livelli gerarchici:

  1. Il Cloud Provider, offre i servizi quali server virtuali, storage, servizi di rete, applicazioni, etc… secondo un modello ad abbonamento di tipo pay-per-use.
  2. Un Cliente Amministratore, si occupa di scegliere e configurare i servizi secondo determinate necessità.
  3. Il Cliente Finale non si deve preoccupare di niente e utilizza i servizi configurati dall’Amministratore.

In certi casi Cliente Finale e Amministratore fanno parte di una stessa organizzazione.

Nello specifico i servizi offerti dal cloud computing possono essere riassunti come segue:

IaaS (Infrastructure As A Service) – Questa tipologia offre l’intera infrastruttura come servizio. Il cliente può acquistare tramite ambiente virtualizzato risorse hardware, server, spazio di archiviazione, servizi di rete e intere macchine. Le risorse vengono fornite sul momento in base alle necessità e quindi garantisce elevata flessibilità e scalabilità.

PaaS (Platform as a Service) – Servizio a metà tra il IaaS e il SaaS, chiamato anche il “cloud per gli sviluppatori”. Fornisce agli sviluppatori una piattaforma software virtualizzata, costituita da programmi, librerie, servizi vari, e tutto il necessario per la creazione e sviluppo di applicazioni.

SaaS (Software as a Service) – Come dice la sigla, in questo modello è erogato il software come servizio. Permette di utilizzare software online, come ad esempio Office365, installati su un server remoto. In questo modo l’azienda che sfrutta il servizio, anziché comprare fisicamente la licenza del software, pagherà un canone mensile di abbonamento. In questa tipologia di servizio, rientrano le Google Apps (Gmail, Google Docs, etc) e le applicazioni di storage quali Dropbox, Google Drive, iCloud, etc…, che permetto di archiviare file nel cloud.

Cloud computing gestione servizi

DaaS (Data as a Service / Desktop as a Service) – Con il termine DaaS ci si riferisce spesso a due servizi differenti. Il primo Data as a Service, mette a disposizione via web solamente i dati, ai quali l’utente può accedere come se fossero residenti in locale. Il Desktop as a Service, fornisce un desktop virtualizzato, permettendo di avere in breve tempo e in qualsiasi momento, il proprio ambiente di lavoro, ovvero il proprio “desktop” ovunque ti trovi.

HaaS (Hardware as a Service) – Può essere considerato l’analogo hardware del SaaS. Il fornitore del servizio, mette a disposizione risorse hardware, come un computer fisico, che l’utente potrà configurare a sua scelta, in base alle proprie esigenze. Anche in questo caso il servizio è fornito dietro pagamento di un canone di affitto mensile.

Vantaggi e svantaggi del Cloud Computing

I vantaggi per chi si affida al cloud computing (pubblico) posso essere riassunti nei seguenti punti:

  • Costi minori – nessun investimento in hardware e in termini di risorse umane per la creazione e gestione dell’infrastruttura informatica. Sistema basato sul noleggio, quindi si pagheranno solamente le risorse utilizzate.
  • Maggiore stabilità e affidabilità – i data center dei fornitori di servizi, sono sicuramente più potenti e più affidabili delle soluzioni implementate nelle piccole e medie imprese, con sistemi di ridondanza hardware che garantiscono probabilità di perdita dei dati minime o nulle.
  • Maggiore flessibilità e scalabilità – utilizzando risorse hardware in cloud, in qualsiasi momento si può richiedere di aumentare o diminuire le risorse a propria disposizione, permettendo un’ampia e immediata flessibilità in base ai bisogni della propria azienda.

Per contro, si devono considerare anche alcuni aspetti critici, tra i quali:

  • Sicurezza informatica e privacy – l’utilizzo di un servizio cloud per memorizzare e gestire dati personali o sensibili, pone il rischio di potenziali problemi di violazione della privacy.
  • Necessaria connessione Internet ad alte prestazioni – Il tutto è basato sulla connessione Internet, quindi nel caso di problemi o interruzzione della connessione, si avrebbe l’impossibilità di utilizzo delle risosrse, bloccando di fatto l’attività dell’azienda.

Tipologie di Cloud

La distribuzione delle risorse nel cloud computing, può essere suddiviso essenzialmente in tre modalità: Cloud Pubblico, Cloud Privato e Cloud Ibrido.

Cloud pubblico vs privato

Cloud Pubblico

Nel Cloud Pubblico, il Provider ovvero il proprietario del cloud è una azienda di terze parti, che mette a disposizione dei clienti finali i propri servizi. I servizi vengono erogati in un ambiente virtualizzato, attraverso risorse fisiche condivise e accessibili tramite la rete Internet. Generalmente per accedere a questi servizi, il cliente finale utilizza un semplice browser web.

Negli ultimi anni sono molte le società e i provider che si occupano di offrire questa tipologia di servizi. In Italia tra i provider possiamo citare Seeweb, che offre servizi di Cloud Pubblico e da quasi 20 anni fornisce soluzioni relative al settore IT (Information Tecnology).

Cloud Privato

Il cloud privato, mantiene la struttura del cloud computing, con risorse virtualizzate e del tutto analogo al cloud pubblico, ma in questo caso i data center sono di proprietà dalla stessa azienda che li utilizza.

Il cloud privato permette di risolvere problemi relativi alla sicurezza informatica e alla gestione dei dati sensibili, ma per contro richiede elevati costi di implementazione e gestione della infrastruttura.

Può essere una buona scelta per quelle grandi aziende che hanno già una propria infrastruttura informatica e propri datacenter, che attraverso una organizzazione di tipo cloud, può essere ampliata e ottimizzata tramite gli strumenti della virtualizzazione.

Cloud Ibrido

Il Cloud Ibrido è una soluzione che si pone a metà tra il cloud pubblico e quello privato. È una scelta che potenzialmente prende il meglio tra le due soluzioni precedenti.

Soluzione utile per quelle aziende che hanno già una buona infrastruttura di base e vogliono gradualmente passare al cloud pubblico, oppure mantenere parte delle risorse all’interno dell’azienda demandandone altre all’esterno.

Conclusioni

Non siamo volutamente entrati nel dettaglio, essendo questo un articolo introduttivo su un argomento per altro vasto e complesso. Speriamo comunque di aver chiarito alcuni dubbi e se non altro ora, quando sentirai parlare del Cloud, potrai avere un’idea e capire di cosa si tratta.

Se hai dubbi, domande o richieste specifiche di approfondimento su alcuni concetti, lascia un commento qui sotto!

Come avrai intuito, ci sarebbe molto da dire sul Cloud. Esistono diversi libri in commercio che trattano l’argomento, ma i più completi sono in lingua inglese. Tra i testi in italiano un inizio può essere il seguente:
Cloud Computing per la piccola e media impresa → Link ad Amazon.

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