Scandalo Facebook Cambridge Analytica : controlla il tuo account Scopri se i dati del tuo account sono stati condivisi con Cambridge Analytica.

La vicenda dello scandalo Facebook sulla sottrazione dei dati personali tiene banco ormai da diverse settimane. Ecco il punto sulla situazione.

Facebook cambridge analytica

Facebook Cambridge Analytica : come nasce la vicenda

In sintesi, nel 2015 un ricercatore inglese presso l’università di Cambridge, tale Alexander Kogan sviluppò un’app this is your digital life (conosciuta anche come mydigitallife). L’app permetteva agli utenti di ottenere un profilo psicologico e comportamentale in base alle proprie attività online. Per accedere all’app era necessario registrarsi tramite il Facebook Login, funzione che permette di iscriversi a servizi sul web, semplicemente accedendo con il proprio account Facebook.

Attraverso questo meccanismo, Kogan ebbe accesso ai dati degli utenti che installarono l’app e a tutta la rete degli amici. Questi dati furono poi condivisi e rigirati alla società Cambridge Analytica, specializzata nell’analisi psicometrica e comportamentale degli utenti.

Anche grazie a questa enorme mole di dati personali, la società Cambridge Analytica ha condotto tutta una serie di campagne di marketing e di manipolazione dell’opinione pubblica, utilizzate secondo quanto emerso, ad esempio nella campagna presidenziale di Donald Trump e sulla campagna relativa alla Brexit.

Secondo le fonti diffuse fino a oggi, la vicenda ha coinvolto circa 90 milioni di profili Facebook in tutto il mondo, principalmente negli USA (circa il 70%) e in altre nazioni fuori dell’Europa.

Non mancano comunque numerosi casi anche in Italia: secondo quanto dichiarato da Facebook stessa, sarebbero “solo” 57 gli utenti italiani che hanno installato l’app mydigitallife, ma con le rispettive reti di amicizie si arriva an un totale di oltre 214 mila utenti Italiani coinvolti.

Cosa fare

Facebook ha annunciato che gli utenti coinvolti saranno avvertiti direttamente, ma nel frattempo puoi verificare tu stesso visitando questa pagina messa a disposizione da Facebook.

È sufficiente aprire la pagina quando si è loggati su Facebook, utilizzando lo stesso browser. Dovresti visualizzare un messaggio in cui ti dice su il tuo account è stato o meno coinvolto:

Facebook cambridge analitica

Dopo lo scandalo, Facebook ha comunicato alcune misure intraprese, volte a migliorare la possibilità di controllo sulla propria privacy, in particolare riguardo l’utilizzo di servizi di terze parti come l’app thisisyourdigitallife.

Le novità messe in campo da Facebook:

  • Gli utenti verranno avvertiti prontamente nel caso di app che violino o usino impropriamente i dati degli utenti.
  • Gestione più accurata delle app associate al tuo account e dei relativi permessi concessi.
  • Se non utilizzi un’app negli ultimi 3 mesi (90 giorni), Facebook rimuoverà l’accesso dell’app ai tuoi dati. (L’app verrà indicata come app scaduta)
  • Le app avranno accesso a un numero limitato di informazioni mentre per gli altri permessi sarà richiesta la specifica approvazione.

Per quanto riguarda la gestione delle app, poi controllare o disattivare le app associate al tuo account, in questo modo:

  1. Accedi a Facebook e clicca su 🔽 in alto a destra.
  2. Clicca su Impostazioni.
  3. Sulla sinistra clicca su App e siti web.
    Qui puoi vedere l’elenco delle app attive, scadute o rimosse:
    Facebook modifica app e siti web– Le app attive sono quelle che utilizzi o hai utilizzato di recente e possono avere accesso ai dati che hai scelto di condividere.
    – Le app scadute sono app che non utilizzi da almeno 90 giorni, possono accedere alle informazioni che hai condiviso in precedenza, ma non sono più in grado di effettuare ulteriori richieste di informazioni private.
    – Le app rimosse, sono quelle che hai eliminato dal tuo account. Possono continuare ad accedere comunque alle informazioni condivise prima della loro disattivazione, ma non possono richiedere ulteriori dati privati.

Noi comunque consigliamo di rimuovere tutte le app che non utilizzi, ma soprattutto, installa solamente le app veramente necessarie.

Spesso ci si accorge dell’importanza dei propri dati personali solo quando sono direttamente a rischio. Una maggiore consapevolezza unita a un po di buon senso può già fare molto, senza necessariamente scadere in inutili allarmismi.

Rispondi

avatar